Grande successo per l'edizione 2016

Premiati Milena Gabanelli, Paolo Borometti e i giovani studenti Ginevra Riccomi e Davide Popolizio

Grande  la partecipazione da parte delle autorità e del pubblico per la premiazione del Premio giornalistico “Arrigo Benedetti” 2016, che si è svolto venerdì 1 luglio a Barga presso palazzo Pancrazi. Il premio curato dal Comune di Barga, dalla Provincia di Lucca, dal Centro studi europei “Arrigo Benedetti” e sostenuto da Toscana Energia è giunto alla sua sesta edizione.
Alla presenza del Prefetto di Lucca Dott.ssa Giovanna Cagliostro, del presidente della Provincia Luca Menesini, della consigliera regionale Ilaria Giovannetti, del sindaco di Barga  Marco Bonini, del sindaco di Castelnuovo Andrea Tagliasacchi, del presidente del Centro studi europei "Arrigo Benedetti" Alessandro Benedetti, del sindaco di Molazzana Rino Simonetti, del sindaco  di Piazza al Serchio Andrea Carrari, di Coreglia Valerio Amadei, della vicesindaco di Lucca Ilaria Vietina, della vicesindaco di Barga Caterina Campani, sono stati premiati Paolo Borrometi, cronista Agi, e Milena Gabanelli di Report Rai3.
Premi anche agli studenti per gli articoli giornalistici scritti, Ginevra Riccomi dell’Istituto Agrario di Porcari e a Davide Popolizio del Liceo Scientifico “Gramsci” di Firenze.
Dopo i saluti del sindaco Marco Bonini, l’assessore alla cultura Giovanna Stefani ha spiegato i lavori e la genesi del premio, passando poi la parola al presidente della Provincia di Lucca Menesini. Andrea Giannasi e Alberto Marchi del Centro Studi Benedetti hanno poi illustrato il lavoro di Arrigo Benedetti e l’eredità del grande giornalista lucchese.
 

A Milena Gabanelli e Paolo Borrometi il Premio giornalistico Arrigo Benedetti - Città di Barga 2016

Il sarà consegnato venerdì 1 luglio alle ore 11

 

E' la giornalista Milena Gabanelli - di Rai 3 – la vincitrice del premio giornalistico “Arrigo Benedetti Città di Barga” 2016, iniziativa di prestigio e alto valore culturale organizzato dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Barga, in collaborazione con il Centro Europeo di Studi "Arrigo Benedetti", la famiglia Benedetti, e il sostegno di Toscana Energia.
Con Milena Gabanelli a Barga l’1 luglio alle ore 11 a palazzo Pancrazi, sarà premiato anche il giornalista Paolo Borrometi cronista dell'Agi - Agenzia Giornalistica Italia - (già collaboratore del Giornale di Sicilia), che dall’agosto del 2014 vive sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia.
Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice televisiva italiana, collabora con la Rai dal 1982, iniziando con la realizzazione di programmi di attualità per la terza rete regionale. Nei primi anni novanta partecipa all’introduzione in Italia dei nuovi canoni del videogiornalismo, lavorando da sola con una videocamera portatile, che crea uno stile più diretto nelle interviste e in generale nel modo di fare programmi televisivi.
Nel 1989 inizia la collaborazione per la trasmissione di Giovanni Minoli Speciale Mixer. Il suo primo lavoro è la Cina delle zone economiche speciali (1989), poi c'è il Vietnam, la Cambogia. Nel 1990 realizza un reportage sull'isola Pitcairn, dove vivono tuttora i discendenti degli ammutinati del Bounty, dove risiede per un mese. Poi c'è l'India dei venditori di reni, i deformi di Semipalatinsk (in Kazakhstan, dove per 40 anni si sono fatti i test atomici), la yakuza giapponese.
Come inviato di guerra Milena Gabanelli si è recata in varie regioni del mondo dove vi erano conflitti armati per documentare le atrocità commesse e la vita difficile dei sopravvissuti. Tra queste: ex Jugoslavia, Cambogia, Vietnam, Birmania, Sudafrica, Nagorno Karabakh, Mozambico, Somalia, Cecenia.
Sua è la biografia del generale Võ Nguyên Giáp, raccontata da lui medesimo nel 1998.
Nel 1994 Giovanni Minoli le offre di occuparsi di un programma sperimentale su Rai 2 Professione Reporter, che fino al 1996 manda in onda i servizi realizzati dai neo-videogiornalisti.
Nel 1997 nasce Report, in onda su Rai 3, di cui è autrice e conduttrice. Negli anni il programma è diventato il più noto format di giornalismo investigativo in Italia. Affronta soprattutto temi di carattere economico, ma anche argomenti legati alla salute, alla giustizia, inefficienze dei servizi pubblici, e di questioni legate al crimine organizzato: ecomafia, servizi segreti.
Autrice di numerosi libri ha ricevuto importanti premi. Tra questi: Il Premio Ilaria Alpi, il Premio Flaiano, il Premio Rocco Chinnici, il Premio Saint Vincent, assegnatole dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il Premio Luigi Barzini, il Premio Reporteros del Mundo (ricevuto a Madrid), il Premio Pio Manzù, presieduto da Mickhail Gorbaciov.
Paolo Borrometi ha iniziato l'attività giornalistica nel 2010 collaborando con il Giornale di Sicilia. Dal primo luglio del 2013 collabora con l'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) per la Provincia di Ragusa. Nel settembre del 2013 fonda la testata giornalistica di inchieste online LaSpia.it.
L'attività del sito costa a Borrometi, sin da subito, svariate minacce dalla criminalità organizzata ragusana.
Una sua inchiesta giornalistica, pubblicata sulla testata online, porta allo scioglimento del comune di Scicli, meglio conosciuto come il palcoscenico a cielo aperto della fiction televisiva “Il commissario Montalbano” per infiltrazioni mafiose.
Il 16 aprile del 2014 viene aggredito da incappucciati e l'aggressione gli provoca una grave menomazione alla mobilità di una spalla.
Da agosto 2014, dopo l'incendio della porta di casa, vive sotto scorta dei Carabinieri.
Per questa motivazione l'AGI lo trasferisce da Ragusa a Roma, dove però continua a ricevere pesanti minacce di morte anche sui social network. Solidarietà gli è stata espressa dalle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ha ricevuto al Quirinale e dal Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso che ha più volte manifestato la sua vicinanza al giornalista lo ha ricevuto a Palazzo Madama.
Altre sue inchieste hanno riguardato il commissariamento per mafia di Italgas (la prima azienda quotata in borsa ad essere oggetto di questo provvedimento da parte del Tribunale di Palermo), il Mercato ortofrutticolo di Vittoria (il più grande del sud Italia), i trasporti su gomma gestiti dai Casalesi dai Mercati Ortofrutticoli. E poi ancora, la presenza mafiosa nel sudest siciliano di Cosa Nostra, fino ad un'inchiesta giornalistica sulle “vie della droga dal Porto di Gioia Tauro fino alla provincia di Ragusa” (che anticiperà di qualche settimana la morte di un presunto boss della ‘Ndrangheta, Michele Brandimarte, il 14 dicembre del 2014 proprio nella città di Vittoria).
È editorialista del giornale Il Tempo, di Articolo 21 e di Libera Informazione. Fa parte del gruppo stampa della Fondazione Caponnetto.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un motu proprio gli ha conferito, il 21 dicembre del 2015, l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.
Ha ricevuto il Premio Borsellino, il Premio nazionale di Giornalismo d'Inchiesta “Domenico Calabrò”, il Premio “Scomodo” della Fondazione Caponnetto.
Sono dunque due grandi giornalisti in prima linea a ricevere il Premio giornalistico dedicato al giornalista lucchese fondatore di importanti giornali come L’Europeo e L’Espresso. Nello spirito di ricerca e impegno giornalistico che ci ha lasciato Arrigo Benedetti, prosegue dunque il lavoro della giuria che anche quest’anno ha deciso di premiare giornalisti che ogni giorno raccontando attraverso inchieste scomode, la verità dei fatti, rischiano la propria vita.
Il premio, istituito nel 2011, a cadenza annuale, intende valorizzare i migliori articoli o le migliori inchieste, che abbiano saputo raccontare l'Italia contemporanea in modo libero, indipendente e veritiero, com'era nello stile del fondatore dell'Europeo e dell'Espresso.
Il premio è stato assegnato nelle precedenti edizioni a: Toni Capuozzo (Canale 5), Fabrizio Gatti (L’Espresso), Nello Ajello (Repubblica), Bruno Manfellotto (L'espresso), Paolo Ermini (Corriere Fiorentino), Remo Santini (La Nazione), Marco Pratellesi, Marco Gasperetti (Corriere della Sera), e infine a Michele Albanese e Francesca Sironi.

Promosso il bando dell'edizione 2016

Premi per il giornalista affermato, il giovane e per le scuole.

E’ indetta la sesta edizione del “Premio Giornalistico Arrigo Benedetti Città di Barga”, riservato a giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo.
Organizzato dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Barga, in collaborazione con il Centro Europeo di Studi “Arrigo Benedetti” e la famiglia Benedetti, il Premio, istituito nel 2011, a cadenza annuale, intende valorizzare i migliori articoli o le migliori inchieste, che abbiano saputo raccontare l’Italia contemporanea in modo libero, indipendente e veritiero, com’era nello stile del fondatore dell’Europeo e dell’Espresso.
All’edizione 2011 il Presidente della Repubblica ha destinato una medaglia quale suo premio di rappresentanza.
Barga è la città che, per volere della famiglia Benedetti, ospita, nella Biblioteca Comunale “Fratelli Rosselli”, la biblioteca personale del grande giornalista lucchese.

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A Toni Capuozzo e Michele Albanese il premio 2015

Carlo Gregoretti riceve il premio speciale della giuria

E' il giornalista Toni Capuozzo - di Canale 5 (Mediaset) – il vincitore del premio giornalistico Arrigo Benedetti Città di Barga 2015, iniziativa di prestigio e alto valore culturale anche quest'anno sostenuta da Toscana Energia.
Con lui sul palco del teatro dei Differenti di Barga il 22 maggio alle 11, saranno premiati anche il cronista Michele Albanese del Quotidiano del Sud, che da luglio del 2014 vive sotto scorta per le minacce ricevute dalla 'ndrangheta.
Toni Capuozzo ha iniziato l'attività di giornalista nel 1979, lavorando a Lotta Continua, per la quale ha seguito l'America Latina. Scrive poi per il quotidiano Reporter e per i periodici Panorama mese ed Epoca. Durante la Guerra delle Falkland (1982) ottiene un'intervista esclusiva al grande scrittore Jorge Luis Borges.
Successivamente, si occupa di mafia per il programma Mixer di Giovanni Minoli. È inviato per la trasmissione L'istruttoria. In seguito, collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale Mediaset (Tg4, Tg5, Studio Aperto, seguendo in particolare le guerre nell'ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan.
Vicedirettore del Tg5 fino al 2013, dal 2001 cura e conduce Terra!, settimanale del Tg5 per dieci anni e poi in onda su Retequattro, sotto la direzione di Videonews. Tiene su Tgcom24 la rubrica Mezzi Toni. Attualmente è giornalista free lance.
Michele Albanese, per alcuni articoli che riguardano la processione della Madonna delle Grazie con inchino, fatto fare ad Oppido Mamertina davanti alla casa del boss e per aver scritto storie su affiliati di alcune cosche di 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, vive sotto scorta dal luglio del 2014.
La giuria ha voluto assegnare un premio speciale per "l'esempio e la lezione di giornalismo" a Carlo Gregoretti il giornalista che ha lavorato con Arrigo Benedetti fin dal primo numero dell'Espresso (ottobre 1955).
Redattore, critico televisivo, inviato speciale e capo redattore nel 1974 – con direttore Livio Zanetti - ha predisposto e curato la trasformazione del settimanale di via Po dall'originale formato lenzuolo all'attuale  formato tabloid, consentendo così a L'Espresso di superare in diffusione  il suo diretto concorrente Panorama. Ha quindi diretto il settimanale Tempo e nel 1979 è passato alla direzione di Panorama (editore Mondadori)
Grande esperto in periodici e in comunicazione, Carlo Gregoretti  è stato anche direttore dello storico settimanale mondadoriano Epoca, ha poi diretto i programmi di produzione di Retequattro quando questa televisione era di proprietà della Mondadori, ha collaborato con il quotidiano La Repubblica, sia come inviato che come responsabile dei "grandi servizi" del settimanale Venerdì. E per almeno dieci anni ha insegnato Teoria e tecnica del Periodico alla Scuola Superiore di Giornalismo dell'Università di Urbino.
Il Premio giornalistico "Arrigo Benedetti – Città di Barga", realizzato con il contributo di Toscana Energia, è organizzato dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Barga, in collaborazione con il Centro Europeo di Studi "Arrigo Benedetti" e la famiglia Benedetti.
Il premio, istituito nel 2011, a cadenza annuale, intende valorizzare i migliori articoli o le migliori inchieste, che abbiano saputo raccontare l'Italia contemporanea in modo libero, indipendente e veritiero, com'era nello stile del fondatore dell'Europeo e dell'Espresso.
Il premio è stato assegnato nelle precedenti edizioni a: Nello Ajello (Repubblica), Bruno Manfellotto (L'espresso), Paolo Ermini (Corriere Fiorentino), Remo Santini (La Nazione), Marco Pratellesi, Marco Gasperetti (Corriere della Sera).
 

Più giornalismo meno ideologia. Il 6 dicembre 2014 la presentazione della raccolta di scritti di Benedetti
 

 

Sabato 6 dicembre alle ore 17 presso la Biblioteca «Fratelli Rosselli» a Villa Gherardi a Barga si terrà la presentazione della raccolta di scritti di Arrigo Benedetti dal titolo «Più giornalismo meno ideologia» (Aragno) con saggi introduttivi di Eugenio Scalfari e Carlo Gregoretti.
A presentare l'opera il direttore dell'Europeo Daniele Protti, Alberto Marchi e Alessandro Benedetti del Centro Europeo di Studi Arrigo Benedetti, Andrea Giannasi, l'assessore alla cultura del Comune di Barga Giovanna Stefani e la bibliotecaria Maria Luisa Livi.
L'evento - legato al Premio Arrigo Benedetti istituito dall'amministrazione comunale di Barga nel 2010 con la Provincia di Lucca - apre le manifestazioni del 2015 legate al grande giornalista lucchese fondatore tra gli altri dell'Espresso e dell'Europeo.
Benedetti rappresenta ancora oggi quell'anima del giornalismo di inchiesta e di studio, fatto in piena e matura libertà, senza condizionamenti e dunque per le attuali e nuove generazioni, il suo insegnamento è ancora vivo e pulsante.
E proprio da questo il curatore della raccolta di scritti, Alberto Marchi, è partito. Il titolo è la prima e fondamentale tra le tante regole proposte dal giornalista e scrittore lucchese.
«Più giornalismo, meno ideologia», raccomandava Arrigo Benedetti. Lo udirono i grandi giornalisti cresciuti alla scuola del suo «Europeo»; lo riudirono quelli che lo seguirono o che incontrò al suo «Espresso»; lo ribadì, lui laico, liberale e radicale, assumendo la direzione del filocomunista «Paese Sera» negli anni del terrorismo e della violenza diffusa. L’«ordine di servizio» appare in questo volume, rigoroso prontuario di buona scrittura giornalistica, rispettosa della grammatica e delle regole del mestiere, che Arrigo Benedetti seppe tessere con l’impegno civile e la necessità morale.

www.premioarrigobenedetti.it

A Fabrizio Gatti e Francesca Sironi l'edizione 2014
 

 

Sono i giornalisti d’inchiesta Fabrizio Gatti e Francesca Sironi i vincitori del Premio Arrigo Benedetti 2014 dedicato alla memoria di uno dei più grandi giornalisti italiani.
Venerdì 4 luglio, alle 16, al Teatro dei Differenti di Barga (Lucca) verranno consegnati i premi dal sindaco Marco Bonini e da Arrigo Benedetti jr.
A rendere noti i primi classificati della quarta edizione del premio ‘Benedetti’ sono stati, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Ducale, a Lucca, il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il sindaco di Barga Marco Bonini ed Andrea Giannasi curatore della manifestazione. Il premio – lo ricordiamo – è stato istituito infatti proprio dall’amministrazione provinciale di Lucca e dal Comune di Barga nel 2010 in occasione delle iniziative organizzati per i 100 anni della nascita dell’illustre giornalista e fondatore di numerose testate autorevoli.

Fabrizio Gatti, 48 anni, inviato dell’Espresso, ha portato in Italia lo stile giornalistico di Gunter Wallraff. Tra le molte inchieste si ricordano quelle sul trattamento subito dai rifugiati kosovari che cercavano di varcare il confine svizzero; sulle condizioni di vita nel centri di permanenza temporanea di Lampedusa; sulle situazioni del Policlinico “Umberto I” a Roma.  Nel 2006 ha vinto il premio “Colombe d’Oro per la Pace”, premio assegnato annualmente dall’Archivio disarmo ad una personalità distintasi in campo internazionale. Nel 2007 ha ricevuto il Premio “Giuseppe Fava” per le sue inchieste sui clandestini di Lampedusa e sugli sfruttati nei campi di Puglia dal titolo “Io schiavo di Puglia”. E, sempre nello stesso anno, ha ricevuto per la stessa inchiesta, a Bruxelles, il premio giornalistico 2006 dell’Unione Europea (Journalist Award 2006).

Francesca Sironi, 27 anni, ha realizzato numerose inchieste per la carta e per il web. Insieme a Michele Sasso nel 2013 ha vinto il premio nazionale giornalismo “Guido Carletti” con il servizio “Scandalo Profughi”. Ha realizzato anche la famosa inchiesta dal titolo “La Bellezza ci può salvare” incontrando Salvatore Settis, Philippe Daverio, Andrea Carandini, Silvia Ronchey, Flavio Caroli, Luciano Canfora, Paolo Coen, ai quali ha chiesto la ricetta per salvare l’Italia.

Gatti e Sironi succedono a Marco Pratellesi (premio giornalistico nel 2011) e Bruno Manfellotto, premio speciale nel 2011. Nel 2012 il “Benedetti” andò a Marco Gasperetti del Corriere della Sera e lo speciale fu assegnato a Nello Ajello. Lo scorso anno sul palco Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino, e Remo Santini, caposervizio de La Nazione di Lucca.
Anche questa edizione vedrà premiati i ragazzi delle scuole superiori che hanno realizzato articoli seguendo le orme del grande giornalista Arrigo Benedetti.
L’amministrazione comunale di Barga, durante questo evento, presenterà il nuovo progetto legato al Premio Benedetti, che prevederà oltre ad una presenza più attiva sulle piattaforme web, anche corsi, incontri professionali della durata di una settimana, coinvolgendo le migliori testate giornalistiche e realtà di formazione nell’ambito giornalistico.

La premiazione: venerdì 4 luglio al Teatro dei Differenti


La cerimonia di premiazione dell'edizione 2014 si terrà presso il Teatro dei Diferenti a Barga, venerdì 4 luglio alle ore 16,30.

 

Arrigo Benedetti
 

Arrigo Benedetti è nato a Lucca il 1 giugno del 1910. E' morto a Roma il 26 ottobre 1976.Giornalista, scrittore e partigiano italiano è entrato nella storia del giornalismo italiano del dopoguerra per aver fondato e diretto testate come Oggi, L’Europeo e L’Espresso.

 

In memoria di Nello Ajello
 

Il Premio giornalistico Arrigo Benedetti ricorda il vincitore dell'edizione 2012, Nello Ajello, collaboratore del giornalista lucchese a Il Mondo e all'Espresso.